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NOAA/RSGB/2009

Il Volo a Vela

Volare con l’aliante veleggiatore e senza l’uso di apparati propulsivi meccanici, è praticare il volo a vela.
Per un bravo volovelista l’aria è piena di energia.

Le forze della natura sono a sua disposizione, se ha imparato a non temerle bensì a rispettarle, ad ascoltarle, a coglierne i minimi segni con la propria più totale attenzione.

L’aliante, non disponendo di una forza propulsiva, sarebbe costretto inesorabilmente a scendere verso terra con una sia pur dolce e lunga planata, esattamente come i nostri aeroplanini di carta.
Questa lunga e dolce planata viene misurata con un termine che si chiama “Efficienza” che rappresenta il rapporto (teorico) tra distanza percorsa e quota perduta. Un aliante moderno oggi può avere E (efficienza) 50 vale a dire può planare per 50 Km. perdendo 1000 metri di quota.
Il Volo a Vela, però, è stato anche chiamato lo Sport “dell’inseguimento dell’energia” perché insegna a ritrovare nell’atmosfera quella energia che permette ad es. ai falchi di salire e veleggiare, ai gabbiani di rimanere per aria inseguendo un battello senza sbattere le ali. Già ma, come può prendere il volo un aliante?

Il decollo può avvenire in vari modi, per esempio al traino di un aereo a motore oppure grazie alla trazione esercitata, tramite un cavo lungo anche un paio di chilometri, da un potente verricello fisso al suolo. Una volta in volo l’aliante, lentamente ma inesorabilmente, scende. L’energia potenziale dovuta alla quota viene infatti usata per vincere la resistenza aerodinamica e planare alla ricerca di energia. Se il pilota riesce a trovare una zona dove l’aria non è statica, ma sale verso l’alto, allora l’aliante salirà con essa, guadagnando di nuovo quota. Il vento non è l’unico responsabile dei movimenti verticali di una massa d’aria: il sole, in una bella giornata, scalda il terreno e quest’ultimo scalda l’aria di un sottile strato (qualche decina di metri) a contatto con esso; come una mongolfiera, anche l’aria intiepidita tende ad alzarsi e si organizza in una invisibile, stretta colonna ascendente che chiamiamo “una termica”. Il pilota esperto mantiene il proprio aliante all’interno della termica il più a lungo possibile, compiendo una serie di spirali esattamente come gli uccelli veleggiatori quali rapaci e cicogne. Una normale termica ha un diametro compreso tra i 100 e i 400 metri, e sale fino al raggiungimento di una quota di equilibrio che dipende anche dalla differenza di temperatura rispetto all’aria circostante; spesso ciò significa almeno 1000 ma anche 3000 metri.

L’impalpabilità dell’aria può far sembrare modeste le energie che la natura mette in gioco, ma se un metro cubo d’aria pesa 1.300 grammi allora anche la più piccola termica ha una massa di oltre mille tonnellate, sale più velocemente di un potente ascensore e può tranquillamente sollevare tutti gli alianti e gli uccelli che vi entrano. Mentre in tutti gli sport motoristici, prima o poi, la spinta del motore crea abitudine e smette di stupire, l’emozione che prende il pilota di volo a vela è intensa e infinita: l’atmosfera è viva e gli comunica sensazioni che lo avvicinano agli uccelli più maestosi; il pilota di volo a vela non è solo un pilota, è un uomo con le ali.

Con il crescere dell’esperienza, oggi un volovelista può ambire a mete che sembrano surreali. Il record mondiale di quota è di oltre 14.000 metri, ma ben più importante è quello di distanza pari a 3000 chilometri percorsi in un solo giorno (di notte, senza l’energia del sole, gli alianti non volano); il record di velocità su percorso di 500 o di 1000 Km. sono di oltre 200 km/h. Nessuno di questi valori è destinato a durare a lungo. Ogni anno vengono effettuati centinaia di tentativi per nuovi primati mondiali o nazionali. In Italia, il record nazionale di distanza con meta prefissata è detenuto da Alberto Casamatti, che ha volato da Bergamo a Vienna (quasi 600 km) con un normale aliante monoposto di proprietà del Club di Valbrembo. Il primato italiano di distanza su tre punti di virata, con atterraggio al punto di partenza (Aosta), appartiene invece a Giacinto Giorgio con 1130 chilometri. Pensate che il volo più lungo fatto in Italia è stato fatto attraversando tutta le Penisola da Como fino a Taranto. Qualunque buon pilota, dopo un paio di anni di esperienza, può volare per diverse centinaia di chilometri in una normale giornata, senza affrontare costi esagerati e utilizzando la flotta di un Club volovelistico.

Pubblicato da Webmaster il 06 ott 2008 |

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