Pubblichiamo una interessante recensione di Alberto Torriani (AVL) riguardo il nuovissimo aliante Schempp-Hirth Arcus disponibile per le prove in volo lo scorso weekend in occasione della riunione FIVV.

L’aliante si presenta con una pianta alare veramente inusuale, quasi eccessiva! Si capisce subito che il nome ricalca esattamente il disegno dell’arma che cambiò “l’arte della guerra” nell’antichità.
Chissàse dal canto suo, con buona pace dei concorrenti, anche questo aliante cambierà la concezione di volo a vela?
La fusoliera è quella ormai ben conosciuta del DuoDiscus XLT, è priva di ruota anteriore al suo posto un piccolo pattino alare evita eventuali sfrisi quando sul posto anteriore siede un pilota robusto.
I due posti pilota sono molto ergonomici e decisamente comodi, con una vista incantevole sulle ali e il loro… spessore! Sembrano dei fogli di carta tanto sono sottili!
La capottina, a pezzo unico, ha la caratteristica di andare bene dietro la testa del pilota seduto posteriormente offrendo un’ottima visibilita.
I comandi sono posizionati in modo standard: Carrello sulla destra, aerofreni sul lato di sinistra e poco sopra la barra dei Flap.Il Flap ha 8 posizioni L +2 +1 0 -1 -2 S S1 cealis lavetra, piu un L+ che Tilo Holigaus (titolare dell’azienda) ha detto essere solo per fini di test e ce ne ha sconsigliato l’uso in quanto non se ne trae alcun beneficio.Probabilmente le corse dei Flap sono ancora in fase di studio e non definitivi, resta il fatto che la corsa da -1 a +2 (ad esempio) è relativamente lunga (..troppo!).
La barra dei Flap ha una posizione non del tutto comoda (almeno sul prototipo), se fosse posta orizzontalmente rispetto il bordo sarebbe senzaltro più confortevole da manovrare e più rilassante, chissà se la cambieranno sui modelli di produzione?
La barra è quella tipica del DuoDiscus anche se mi è parsa troppo alta, anche qua probabilmente è dovuto al fatto che l’aliante è un prototipo.
L’ala come detto in principio ha una forma veramente inusuale, estrema, con freccia in avanti per il primo tratto e freccia in dietro per gli altri 3 e naturalmente il tipico doppio diedro che in questo Arcus è addirittura quadruplo per finire con le Winglets a pinna con freccia rivolta all’indietro, tipiche degli ultimissimi sviluppi SH.
Il Flap-alettone corre su tutta l’apertura alare, e l’ultimo tronco di alettone (ad un metro dalla Winglet) ha movimento esclusivo verso l’alto, muovendo solo a togliere portanza, come sui Ventus2c e Duo.
Il profilo alare è di concezione modernissima ottimizzato a carichi alari elevati, il turbolatore di tipo “Bubble” è in una posizione sconcertante, si trova sulla parte mobile dell’alettone, quasi a metà della corda; cealis lavetra.Probabilmente al 95-97% della corda.
L’ala ha lo spessore del 13,1% rispetto la corda d’attacco, con spessore massimo piuttosto arretrato, il profilo sembra bi-concavo con una piccolissima parte convessa solo sull’alettone!
Per fare un paragone che indichi quanto estrema sia quest’ala il DuoDisus ha uno spessore massimo del 14,8%!
L’ala così sviluppata ha una capacità di sopportare il carico elevatissima, la versione provata con motore turbo, pieno di benzina (13L) e due piloti ha carico 44 Kg/metro quadrato, che corrispondono ad un ala del DuoDiscus caricata a 38-39.
È insomma un’ala pensata per volare carica e supportare motorizzazioni non solo “turbo” ma anche decollo autonomo o addirittura elettrica (come potete leggere sul sito SH).
Gli aerofreni sono posti piuttosto avanti rispetto alla corda alare e sono a tre pannelli, sia la posizione che le dimensioni li rendono estremamente efficaci ed abbinati ai Flap in posizione L rende le discese rapide accentuatissime ad una velocità constante di circa 110 Km/h.
Altra nota curiosa, il coperchio degli aerofreni in fibra non è a spigolo vivo ma arrotondato (immaginate al posto di un rettangolo che fa da coperchio ai freni un rettangolo che finisce con un semicerchio), questo piccolissimo dettaglio fa si che anche sulle ali non ci siano spigoli vivi dove solitamente partono le crepe nel gealcoat..durante i voli in onda e dopo vari anni.
In volo
Il decollo lo si fa con barra in pancia, in realtà questa è una precauzione per evitare che il muso cada sull’asfalto, ma per me che ho come soprannome “Ghandi” è una precauzione del tutto inutile…
Il Flap va messo a -1 per poi portarlo dopo pochi metri di rullaggio a +1 , o se si preferisce +2 (migliora semplicemente la visibilità del traino, a detta di Tilo).
La prima impressione è che il cabra sia molto più sensibile dei Biposto finora da me usati, e risulta molto più vicino al Ventus2 o al Discus2.
Altra cosa che salta subito all’occhio è l’ala estremamente flessibile, molto meno rigida di quella del DuoDiscus e se vogliamo è più simile a quella dello Janus.
Il movimento sulla barra è molto fluido ed il controllo al traino molto semplice, certo bisognerebbe provarlo con una giornata turbolenta, ma credo che la risposta ai comandi non peggiorerebbe.
Una volta liberi ho notato che la reazione sulla barra è fluida meno nervosa rispetto ad un monoposto di performance o al Duo, assomiglia più ad un libera, ma i tempi di inversione mi sono sembrati inferiori al DuoDiscus e abbastanza vicini ad un 18m.
Con grande sorpresa l’aliante è ben coordinato e vuole meno piede di quel che ci si aspetterebbe.
Ho avuto la fortuna di fare qualche bella termica (nonostante la copertura).
In spirale a 95 Km/h sembra la velocità ideale (termica 1,3 m/s senza turbolenza, 45° inclinazione e Flap a +2) ma anche a 80 Km/h si sostiene bene senza problemi se poi si posizionano i flap su L (75 Km/h) è ancora più stabile e confortevole, senza mai arrivare ad avere i comandi “spugnosi” perché privi di autorità
Non ho avuto modo di fare grandi planate, posso comunque dire che l’efficienza è tranquillamente paragonabile ad un 18 m, il comando dei flap da 0 ai valori negativi ha una corsa molto lunga , per i miei gusti troppo.
Certo è che il silenzio è assoluto ed anche a 160 Km/h non si sente un fischio o un fruscio, volando con carico 44 potete intuire che l’energia disponibile una volta partito in planata è abbastanza alta, e le risposte sui comandi con le ali che indicano ogni minimo movimento dell’aria (grazie alla flessibilità) rende l’aliante davvero piacevole e confortevole… verrebbe voglia di non fermarsi mai proprio come su un libera.
In atterraggio come già detto i diruttori a tre lame sono molto molto efficienti, con i Flap a L si deve dosare bene la quantità di aerofreno, la rotazione è come su tutti gli alianti flappati, bisogna stare un po’ attenti a non perdere troppa energia lontano da terra.
Una volta a terra lasciare fuori almeno 5 dita di freni sempre… io mi son scordato che l’Arcus volava in termica a 75 Km/h e son ridecollato nonostante pensassi di essere molto lento!
In sintesi qualcuno mi aveva detto che l’Arcus è come un Ventus 18.Beh direi di no, si assomigliano ma non son la stessa cosa, la maneggevolezza è impressionante per un biposto, ma non è ancora uguale a quella di un monoposto, certo la Schempp-Hirth con questo Arcus ci si è avvicinata parecchio.
Piuttosto l’Arcus lo definirei una via di mezzo tra un 18 m e un libera ma con un po’ dei vantaggi di entrambe.
Tilo non esclude che possa limare qualche kilo dai modelli di produzione rispetto al prototipo.
A Gennaio dovrebbe volare la versione a decollo autonomo elettrica (il cui carico dovrebbe essere attorno a 50) e il mese dopo la versione M (decollo autonomo a scoppio) con carico alare attorno ai 48; cealis lavetra.